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sabato 5 gennaio 2013

La tutela della salute invece della cura delle malattie


La cura delle malattie è alla base dei costi elevati degli attuali sistemi sanitari. 
A ciò si aggiunge un progressivo incremento delle malattie croniche: malattie cardiovascolari, tumori, diabete, demenze senili, ecc.

Qual è la soluzione? 
Quale l'obiettivo più concreto?
La soluzione sta proprio nel tutelare la salute che ereditiamo alla nascita. 
L'obiettivo è aumentare il

venerdì 20 aprile 2012

Una sigaretta per...

Ai miei amici fumatori


Una sigaretta per rilassarci, per riflettere, per concentrarci, per allontanare l'ansia, per ritrovare noi stessi, per una pausa, per staccare dalla routine, per andare di corpo, per dimagrire, per il caffè, per la digestione, per gustare un momento particolare, per chiudere la giornata, per iniziare la giornata, per pensare ... 


... ecco pensiamo a quanti ingredienti contiene una sigaretta.




Credo sia opportuno.
La conoscenza e la consapevolezza sono -devono essere- alla base delle nostre scelte quotidiane.
Anche, e soprattutto, nel caso del fumo.

sabato 10 ottobre 2009

Ho un po' di diabete ...

I diabetici si nutrono male. Condivido, la sana alimentazione - tema tanto dibattuto quanto sconosciuto - è pressoché estranea anche presso i diabetici. Ma, prima di sparare sull'ignoranza in tema di sane abitudini alimentari, ritengo prioritario chiedersi: quanti di loro sanno che il diabete è una malattia evolutiva, insidiosa e invalidante che porta a complicanze gravissime? Ne cito alcune senza badare a un ordine preciso: Retinopatia (perdita progressiva della vista fino alla cecità), Nefropatia (danni ai reni fino alla dialisi), Neuropatia periferica (danni ai nervi con riduzione progressiva dei movimenti e della sensibilità), Arteriopatia agli arti (arterie che si chiudono e portano all'amputazione), Impotenza di origine vascolare (scarso afflusso di sangue nei vasi del pene), Infezioni (per una ridotta attività del del sistema immunitario), Infarto Cardiaco (che può essere silente, cioè senza dolore, e quindi maggiormente insidioso), Ictus Cerebrale, etc, etc. Basterebbe ascoltare in giro per accorgersi di un'ignoranza grave e diffusa. Spesso sento dire: ho un po' di diabete (immagino per dire che la glicemia è sopra i livelli di guardia). Raro, invece, sentir dire: ho un po' di infarto, un po' di ictus, un po' di tumore ... Ciò deve far pensare ed essere di aiuto nell'identificazione delle strategie e i linguaggi più idonei per sensibilizzare la popolazione su questa epidemia. Sì perché il diabete è ormai un'epidemia: Diabesità, si chiama, e coincide con Obesità e Globesità.

mercoledì 29 luglio 2009

HDL e LDL: confronto tra buoni e cattivi


I livelli plasmatici di lipoproteine ad alta densità (HDL, cosiddetto colesterolo buono) sono associati in modo inversamente proporzionale al rischio di malattie cardiovascolari: cioè sembra che agiscano da fattori protettivi verso queste malattie. Finora, però, i tentativi di dimostrare che il loro aumento (ottenuto con i farmaci) comporti una ulteriore diminuzione del rischio cardiovascolare, non hanno ottenuto risultati inequivocabili.
Analizzando 108 studi di autorevole livello scientifico - coinvolgenti oltre 300.000 pazienti - si è voluto valutare se le variazioni del colesterolo HDL si associno a modifiche della mortalità e dei casi di malattie cardiovascolari gravi.
Il lavoro, pubblicato sul British Medical Journal, ha dimostrato che non esiste alcuna associazione tra l'aumento delle HDL (grassi buoni) e la diminuzione della mortalità generale o specifica per malattie cardiovascolari, e lo stesso vale per i casi di malattie cardiovascolari in genere.
Si è invece osservato che la diminuzione delle LDL (colesterolo cattivo) comporta una riduzione evidente dei rischi correlati. In particolare, abbassando i valori delle LDL di 10 mg/dl si ha una riduzione del rischio di morte generale di circa il 4,4%, di morte specifica cardiaca del 7,2% e degli eventi cardiaci in genere del 7,1%.
In definitiva, lo studio suggerisce che è meglio abbassare i livelli elevati di LDL (abbattere i grassi cattivi) che aumentare i livelli di HDL (aumentare i grassi buoni).

La scelta di una terapia con farmaci ipolipemizzanti, quindi, deve partire dal presupposto che il farmaco sia in grado di diminuire le LDL, indipendentemente da una dichiarata efficacia sulle HDL.

Briel M et al. Association between change in high density lipoprotein cholesterol and cardiovascular disease morbidity and mortality: Systematic review and meta-regression analysis. BMJ 2009 Feb 16; 338:b92

mercoledì 27 agosto 2008

Un'Aspirina al giorno per ridurre gli infarti cardiaci e gli ictus cerebrali?


Prima di entrare nel merito della notizia, è d'obbligo sottolineare che il solo ricorso al farmaco non può essere ritenuto la panacea, tanto meno in caso di prevenzione del rischio in una popolazione sana. Quindi starei attento a enfatizzare una prevenzione di massa, efficace ed economica, utilizzando uno dei farmaci più diffusi: l'Acido Acetilsalicilico.
Lo studio in questione, della British Heart Foundation, è stato condotto dalle Università di Nottingham e Sheffield su 12.000 pazienti per 10 anni: uomini con più di 48 anni e donne oltre i 57.
I benefici, spiegano gli esperti, con una riduzione del 10% di infarti e ictus, sono maggiori rispetto ai rischi come le ulcere gastriche.
Benefici che, però, non legittimano l'uso di massa del farmaco dopo i 50 anni.
I medici ribadiscono che non si può pensare di risolvere tutto con una pillola ogni sera. La valutazione di una "terapia farmacologica preventiva" deve essere ben ponderata. Quindi il primo passo deve andare nella direzione di un miglioramento degli stili di vita. Alimentazione sana ed equilibrata, senza eccessi calorici, e attività fisica moderata e costante (passeggiate quotidiane a passo sostenuto di almeno 30 minuti). Questo sì che è economico, sostenibile ed efficace in tutti i sensi.