Le calorie sono una truffa colossale per carpire la (già poca) attenzione dei consumatori frettolosi, irresponsabili, acritici, inconsapevoli. Essi, concentrandosi sul calcolo calorico (le etichette ne danno spunti creativi in ogni senso) si dimenticano di guardare “dentro” ai cibi e alle bevande. È molto più agevole, in stato di pigrizia mentale, elucubrare sull’importo energetico. Nulla importa della qualità, ci si ferma alla quantità (sic). Come di consuetudine, anche in ambulatorio, cerco di far riflettere le persone. Voglio renderle più consapevoli sulla secondarietà delle calorie. Ne semplifico il concetto. Immaginiamo che le calorie siano un colore, il rosso ad esempio. Immaginiamo di trovarci a dover scegliere tra due auto. Entrambe di colore rosso. Queste auto potrebbero apparirci uguali se ci limitassimo al colore (alle calorie, in altre parole). In tal senso, peccheremmo di superficialità se non guardassimo oltre: una delle due auto è una bellissima Fiat 500 (rossa), l’altra una fantastica Ferrari (rossa). Stesso colore, qualità differente. E ora guardiamo oltre. Domanda: 100 calorie sono tante o poche?... CONTINUA
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venerdì 15 novembre 2013
Oltre le calorie
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mercoledì 7 novembre 2012
La crisi non frena il Diabete
Di seguito il comunicato Adnkronos.
Mi meraviglia e mi indigna il fatto che non vengano citati:
- il pessimo stile di vita che ci impone questa società ancorata a falsi valori propinati per bisogni primari e prioritari
- l'aumento esponenziale dei consumi di non-cibi (o cibi processati, raffinati, iper-saporiti, ricchi di calorie vuote) e di bevande tanto inutili quanto nocive
- la totale mancanza di riferimenti (almeno nel comunicato) ai NUOVI DIABETICI: i nostri bambini.
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sabato 27 ottobre 2012
Soft drinks, brain off
Bere bevande zuccherate non vale la pena, per molti e validi motivi: sono ipercaloriche, non tolgono la sete, spingono i consumatori a bere nuovamente, ingannano il gusto, producono danni alle ossa (perchè acidificano il sangue e richiamano il calcio per tamponare l'acidità). Oggi, emerge un ulteriore motivo per evitare i "soft drinks". Il monito viene da uno studio in cui emerge che le bevande zuccherate accrescono il rischio di ischemia (riduzione -fino al blocco- del flusso sanguigno) al cervello con la conseguente comparsa di un ictus (ischemico, per l'appunto).
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mercoledì 29 agosto 2012
Beviamo l'inganno?
Obbligo di riflessione!
Leggiamo e pensiamo durante la lettura.
Ragioniamo per un momento.
Se ci è rimasto un briciolo di buon senso non possiamo accettare un inganno così ben strutturato.
Solo gli inconsapevoli passano oltre dicendo: "ma allora non possiamo mangiare e bere più nulla".
E continuano sulla loro strada lastricata di insidie a lenta combustione.
Per loro la meta è ancora lontana, oltre l'orizzonte, ma se ne sente la puzza. Basta avere l'olfatto.
Quella meta potrebbe essere molto migliore, se solo lasciassimo meno spazio alla pigrizia mentale, oltre che fisica.
venerdì 24 agosto 2012
Cibo zuccherato? No grazie!
Da più parti arriva la domanda preoccupata: "Ma come facciamo a rinunciare allo zucchero? E' impossibile!"
Nulla è impossibile! Tanto più se dobbiamo tutelare la nostra salute.
Certamente, non possiamo cambiare le nostre abitudini quotidiane, di colpo. Dobbiamo farlo un po' alla volta. Non deve essere un sacrificio insormontabile. Dobbiamo acquisire coscienza critica ...consapevolezza.
venerdì 6 gennaio 2012
Ossa fragili con la Cola
Il consumo di bevande dolci (soft drinks) può avere effetti negativi sulla salute dell’osso? Può provocare una diminuzione della densità minerale ossea (BMD)? Può aumentare il rischio di fratture? Gli autori dello studio “Colas, but not other carbonated beverages, are associated with low bone mineral density in older women: The Framingham Osteoporosis Study” hanno voluto dare una risposta ai quesiti.
lunedì 19 settembre 2011
Salute pubblica: fuori le lobby

Per riuscire a definire piani di azione per la salute e strategie credibili all'interno della prevenzione delle malattie non trasmissibili è necessario risolvere ogni conflitto di interesse e lobbismo da parte delle industrie che traggono profitto dalla vendita di tabacco, alcol e cibi con grassi, zuccheri e sale.
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domenica 16 agosto 2009
Sciroppo di glucosio come il prezzemolo

Lo sciroppo di glucosio si estrae dal mais e rappresenta un componente onnipresente nei cibi di bassa qualità e di alto potere energetico. Se ne trova dappertutto: caramelle, merendine, pasta pronta, bibite gassate, cereali per colazione, biscotti, yogurt, ketchup, ecc. I consumi di questo dolcificante sono notevolmente aumentati negli anni, come mostra il grafico. C'è un motivo preciso? Eccone uno dei tanti, ma tra quelli che incidono maggiormente. Il basso costo! Il costo medio di una caloria di zucchero (sciroppo di glucosio in particolare) è drasticamente precipitato a partire dagli anni sessanta ad oggi. Una ricerca pubblicata nel 2004 sul ”American Journal of Clinical Nutrition” mette in evidenza che con 1 dollaro si possono comprare 1.200 calorie di patatine e biscotti, 875 calorie di bibite gassate, ma solo 250 calorie di carote. I risultati? Aumento dell’obesità. Lapalissiano, direbbe qualcuno di buon senso. Ma il buon senso non esiste quando il cervello è ingannato.
Approfondimenti
- George A Bray et al. Consumption of High-fructose Corn Syrup in Beverage May Play a Role in Epidemic of Obesity. Am J Clin Nutr, 2004, pp. 537-43
- Hyon K Choi. Soft drinks, fructose consumption, and the risk of gout in men: prospective cohort study. BMJ 2008;336:309-312 (9 February)
- Pier Luigi Giorgi. L'obesità pediatrica: dai geni all'ambiente
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giovedì 8 gennaio 2009
Anche i pesticidi nelle bevande a base di frutta

Si allunga la lista delle negatività riguardo ai componenti dei soft drink che i nostri bambini bevono quotidianamente con il benestare degli adulti: troppi zuccheri, sale, caffeina, coloranti, conservanti, additivi … e pesticidi.
Le concentrazioni di pesticidi e sostanze chimiche presenti nelle bevande a base di frutta sono molto più elevate (circa 300 volte di più) di quelle ammesse per altre bevande, come l'acqua in bottiglia. Questo è, in sintesi, il risultato di una ricerca pubblicata nel mese di novembre 2008 da un gruppo di ricercatori dell'Università di Jaén (Spagna).
Lo studio è stato progettato con l’obiettivo di determinare la presenza di pesticidi in bevande analcoliche a base di frutta. Ciò perché, a differenza di quanto accade per frutta e verdura fresche o per altre bevande (come l'acqua imbottigliata), nel caso dei cosiddetti “Fruit-Based Soft Drinks” non esiste una chiara regolamentazione in materia di residui di pesticidi, malgrado i succhi di frutta possano trovare maggiore diffusione presso i bambini, un target particolarmente vulnerabile.
Durante lo studio, i ricercatori hanno analizzato cento campioni di bevande, acquistati in 15 diversi paesi e distribuiti con marchi di elevata notorietà internazionale. I risultati hanno evidenziato la presenza di residui di pesticidi nella maggior parte dei campioni analizzati.
Le sostanze rilevate sono riconducibili, in maniera prevalente, ai trattamenti chimici che vengono effettuati nelle fasi finali della produzione, cioè i cosiddetti trattamenti post-harvest (post-raccolta).
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