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lunedì 21 gennaio 2013

La salute verso l'estinzione?

Era il 1994 quando il New England Journal of Medicine pubblicò una lettera del professor C. K. Meador -docente all'Università di Nashville nel Tennessee- che l'aveva scritta in seguito ad una cena con amici. Ciascuno di costoro presentava qualche "lieve problema" e tutti prendevano qualche medicina, erano in trattamento. 
Il professor Meador cerca, nella sua lettera, di immaginare come vivrà l'ultima persona sana. 
E da qui parte la descrizione: "Sarà completamente occupata ad eseguire esami del sangue, delle urine e delle

venerdì 11 giugno 2010

Quella porcata della suina

Avevamo ragione a pensar male, a pensare che ci fosse puzza di business, che si trattasse più che altro di una febbre dell'oro. Il buon senso ha sempre ragione e chi pensa con il proprio cervello rischia di cogliere la verità anche quando questa è sapientemente nascosta. Anche quando, ricorrendo al patoallarmismo, viene sbandierata l'urgenza di una vaccinazione a tappeto. Già in tempi non sospetti, alcune fonti parlavano della bassa contagiosità della "suina". Anzi, qualche fonte più illuminata riferiva, addirittura, di una sua minore contagiosità rispetto alla comune influenza stagionale.
Oggi anche le riviste più accreditate, nel mondo medico scientifico, escono allo scoperto con una denuncia senza veli.

Il British Medical Journal, per esempio, afferma che l'Oms ha gonfiato i rischi dell'influenza A per favorire l'industria.
Le critiche al modo in cui l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha risposto alla pandemia di influenza H1N1 sono cresciute di una tacca, venerdì scorso, con la pubblicazione di un’inchiesta condotta congiuntamente dal British Medical Journal (BMJ) e dall’Agenzia di Giornalismo Investigativo di Londra (BIJ), e con il rapporto adottato quello stesso giorno dalla Commissione sanità dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa. La prima rivela che alcuni degli esperti che avevano partecipato alla redazione delle linee guida dell’Oms per le pandemie erano sul libro paga di due industrie farmaceutiche - Roche e GlaxoSmithKline - che producono medicinali o vaccini contro i virus influenzali. Il secondo sottolinea una «mancanza di trasparenza» nella gestione della crisi del virus H1N1 da parte dell’Oms e delle istituzioni sanitarie pubbliche, le accusa di aver «dilapidato una parte della fiducia che gli europei hanno in questi organismi» e ritiene che «questo declino di fiducia in futuro potrebbe rappresentare un rischio».
Un anno dopo l’annuncio, l’11 maggio 2009, dell’inizio della pandemia influenzale, molti governi occidentali si ritrovano con scorte inutilizzate di farmaci antivirali e vaccini contro il nuovo virus A (H1N1), ordinati a un carissimo prezzo, mentre la banca JP Morgan valuta il giro d’affari tra 5,8 e 8,3 miliardi di euro. Emerge che, a partire dal 1999, data delle prime linee guida dell’Oms per le pandemie, alcuni esperti con un ruolo chiave nella loro elaborazione hanno legami di interesse con gli industriali. Le raccomandazioni vengono scritte da quattro esperti in collaborazione con il «Gruppo di lavoro europeo sull'influenza» (Eswi). «Ciò che questo documento non rivelava è che l’Eswi è interamente finanziato da Roche e dagli altri produttori di vaccini e che due degli esperti, René Snacken e Daniel Lavanchy, l’anno prima avevano partecipato a eventi finanziati da Roche», scrivono i giornalisti britannici Deborah Cohen e Philip Carter.
L’articolo cita diversi altri esperti coinvolti in documenti strategici dell’Oms, che sono stati retribuiti dagli industriali e hanno pubblicato degli articoli sull’utilità dei farmaci retrovirali (Tamiflu della Roche o Relenza di GlaxoSmith Kline), utilità oggi contestata all’interno della comunità medica.
«Nessun dettaglio è stato fornito dall’Oms in risposta alle nostre domande», scrivono Cohen e Carter. I due giornalisti deplorano anche il segreto tenuto dall’Oms sulla composizione del comitato d’urgenza, messo in piedi dalla direttrice generale, che l’ha consigliata sul momento in cui dichiarare la pandemia: «Una decisione che ha scatenato i costosi contratti per i vaccini in tutto il mondo», commenta nel suo editoriale la direttrice di Bmj, Fiona Godlee.
Interpellato da «Le Monde», il portavoce dell’Oms, Gregory Hartl, precisa che «ogni volta che l’Oms riunisce degli esperti, fa compilare una dichiarazione di interessi, che è sottoposta alla valutazione del presidente del comitato di esperti, ma non le pubblica perché contengono informazioni di ordine privato».
Per quanto riguarda il comitato di urgenza, Hartl precisa che la sua composizione sarà resa pubblica quando avrà terminato la sua missione, una misura mirata «a evitare che i suoi membri subiscano pressioni, tenuto conto delle conseguenze enormi delle decisioni prese». Anche il rapporto redatto da Paul Flynn, parlamentare britannico socialista, e adottato il 4 giugno dalla Commissione Sanità dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, accusa l’Oms di dar prova di una «grave mancanza di trasparenza» nei suoi processi decisionali, cui si aggiunge «la prova schiacciante che la gravità della pandemia è stata largamente sovrastimata dall’Oms».
Il documento sottolinea che «è soprattutto il passaggio rapido verso il livello 6 della pandemia, in un momento in cui l’influenza dava sintomi relativamente modesti, combinato con il cambiamento di definizione dei livelli di pandemia poco prima dell’annuncio della pandemia H1N1, che ha sollevato preoccupazioni e sospetti nella comunità scientifica». Il rapporto sarà sottoposto all’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa e dei suoi 47 stati membri il prossimo 24 giugno.

Copyright Le Monde PAUL BENKIMOUN

Quotidiano "La Stampa"

sabato 21 novembre 2009

Influenza o vaccino? Dov'è il rischio?

La campagna mediatica costruita ad hoc per allarmare le genti e creare confusione nelle menti più inesperte, sta producendo i suoi frutti. Da una parte la crescita dei fatturati delle aziende che producono e vendono farmaci vaccini - sostenuta da contratti capestro - e dall'altra il lento procedere dei danni procurati dall'influenza stessa tra cui pochi morti - e tutti affetti da patologie gravi o molto gravi - ma contati uno ad uno e comunicati giorno dopo giorno dai media consenzienti. Una sorta di bollettino di guerra, di una guerra virtuale in cui, per forza, deve scapparci il morto. E se non ci scappa lo si ricerca col lanternino. Dimenticandosi delle migliaia di morti che procura ogni anno l'influenza stagionale. Di ciò nessuno parla e nessuno ne ha mai parlato negli anni scorsi. Non si è fatto mai, come ora, un rumore così assordante, Perché? Ciò detto, siamo sempre meno lucidi, meno pensanti, meno autonomi nelle nostre scelte. Abbiamo sempre più bisogno di qualcuno che ci imbocchi. Che ci consigli. Che ci scodelli un piatto pronto da scaldare e mangiare. Senza neppure preoccuparci di leggere l'etichetta degli ingredienti. Senza preoccuparci di dare un'occhiata alle modalità d'uso. Siamo troppo impegnati col nostro nulla. Sì, il nulla. Il nulla rappresentato dalla nostra convinzione di non avere tempo. Sempre meno tempo per fare qualcosa. Ma sempre più tempo per non fare! Facciamo fare agli altri. Decidano gli altri per noi super-occupati nel perdere tempo e preoccupati - nel contempo - della nostra mancanza di tempo. Che ossimoro! Alla faccia della lucidità mentale e dell'etica comportamentale. E allora invito tutti a prendere esempio da chi ancora si sforza di pensare per rimanere fuori dal gregge. Chi, come Polonia e Finlandia, ha imposto il buon senso e la lucidità di pensiero contro il costrutto mediatico di un allarme senza rischio, non così elevato come si vuole far credere. Se tutti cominciassimo a farci delle domande, credo che le sirene urlanti abbasserebbero i toni e il rumore frastornante sparirebbe. E, verosimilmente, alcuni ricomincerebbero a pensare.

lunedì 12 ottobre 2009

Medicina omicida

A proposito di salute e medicine non convenzionali. Si può imputare di omicidio un medico che opera secondo i criteri di una medicina non convenzionale? Senza prima sapere se ha agito - realmente - secondo scienza e coscienza? Certamente i Media riportano con grande enfasi le notizie di malasanità, perché fanno più notizia, soprattutto se coinvolgono percorsi "non convenzionali". E se questa accusa si girasse alla cosiddetta iatrogenesi? Cioè alle patologie, agli effetti collaterali, alle complicanze e alle morti procurate dalle terapie cosiddette "ufficiali"? Quanti medici dovrebbero rispondere di Omicidio Colposo o Omicidio Volontario? Bella riflessione, mi piacerebbe fosse fatta ai vari livelli. E le coscienze si aprirebbero meglio al dibattito e non rimarrebbero alla superficialità della notizia che alimenta solo il pettegolezzo sul capro espiatorio. Non sono un esperto di medicine non convenzionali, ma cerco di operare sempre col buon senso che dovrebbe guidare ogni essere umano e ogni medico, soprattutto. A noi medici: non perdiamo di vista la "Persona" prima di guardare al "Paziente".

sabato 19 settembre 2009

Influenza Suina: Petizione contro la vaccinazione a tappeto


Lettera di Romina Power ai ministri: "Dico no ai vaccini e vi spiego perché".

Alla cortese attenzione del Ministro della Salute,On. Maurizio Sacconi e del Vice Ministro della Salute, On. Ferruccio Fazio.

Egregio Signor Ministro, Egregio Signor Vice Ministro.
Vi scrivo in merito alla supposta "pandemia" A/H1N1, meglio nota come "febbre suina".
Secondo quanto avete dichiarato ai media, sono previste per l'Italia due tranches di vaccinazioni; la prima in autunno 2009 e una successiva all'inizio del 2010. Come cittadina italiana e contribuente, mi permetto dunque di sottoporVi alcuni seri dubbi riguardo all'opportunità della
campagna di vaccinazione.

1. Secondo quanto apprendo dalle Vs dichiarazioni, i sintomi dell'influenza A/H1N1 non sarebbero altro che quelli della normale influenza stagionale, in forma più lieve per giunta.
E mentre l'influenza stagionale provoca fino a 5000 decessi ogni anno solo in Italia, in questi mesi la A/H1N1 ha provocato "soltanto" poco più di 700 decessi in tutto il mondo.

2. E' perfino superfluo rammentarVi quanto possa essere nocivo un vaccino al sistema immunitario, specialmente nei bambini e negli anziani e, di conseguenza, quanto sia inopportuno scegliere la strada del vaccino per malattie di poco conto e scarsamente nocive come questa influenza suina.

3. Gravissime accuse contro l'OMS, le case farmaceutiche Baxter, Sanafi-Aventis e Novartis e una serie di personaggi di rilievo della finanza e della politica internazionale, sono state mosse dalla nota giornalista austriaca Jane Burgermeister (leggi La Scienza Verde di agosto). Secondo la denuncia, sia il vaccino che la stessa epidemia A/H1N1 sarebbero armi biologiche deliberatamente utilizzate per la riduzione della popolazione mondiale.

4. L'ingiunzione dell'affermata giornalista contiene una dettagliata documentazione atta a dimostrare la reale entità dell'epidemia di influenza suina e del relativo vaccino, nonché le gravissime responsabilità degli enti e delle persone chiamate in causa.
Sulla base dell'ingiunzione presentata dalla Burgermeister, sono attualmente in preparazione un'ulteriore ingiunzione ed una mozione ad opera di un team di esperti legali americani.
Per quanto le gravissime accuse mosse contro l'OMS e Big Pharma siano ancora da dimostrare in tribunale, sarebbe quanto meno opportuno che il Ministero della Salute tenesse conto di queste, prima di "buttarsi a pesce" nell'avventura di una vaccinazione di massa.

5. La stessa OMS non ha escluso rischi, affermando che "nella produzione di alcuni vaccini per la pandemia sono coinvolte nuove tecnologie che non sono state ancora valutate estensivamente per la loro sicurezza in certi gruppi della popolazione".

6. Una serie di eventi e circostanze getta pesanti ombre su questa vaccinazione, nonché sul ruolo di Big Pharma nella politica sanitaria dell'OMS.

7. Il Vice Ministro Fazio ha dichiarato che il costo per l'acquisto dei vaccini ammonterebbe a "poche centinaia di milioni di euro".

Una cifra, secondo il Vice Ministro che non creerebbe problemi, neanche in "periodi di magra" come questi. Con tutto il rispetto, considero questa dichiarazione un vero e proprio insulto ai cittadini che faticano ad arrivare a fine mese!
Per questa serie di ragioni, mi appello al Vostro buon senso, nonché alla Vostra professionalità, nel chiederVi di riconsiderare la Vostra posizione sulla campagna di vaccinazione per l'A/H1N1 indicata dall'OMS, sulla base di quanto riportato sopra. Al di là delle direttive dell'OMS, la responsabilità politica in materia di sanità in Italia spetta al Ministero e per questo mi rivolgo a Voi. Vi anticipo che, nell'eventualità di una vaccinazione di massa, non mi sottoporrò ad essa.
Se anche tale vaccinazione fosse fortemente vincolante o addirittura (Dio non voglia!) coatta, la rifiuterei comunque, sulla base dei punti elencati sopra, nonché delle ingiunzioni presentate. Sono in procinto di contattare la signora Burgermeister ed alcune delle più note associazioni italiane in difesa della libertà di scelta in materia di vaccinazioni sperando di ricevere aiuto e consiglio. Includo in copia conoscenza CC alcuni dei migliori siti internet italiani di informazione, al fine di lasciare una traccia di quanto Vi ho scritto.
Se i gestori di tali siti internet e blog vorranno pubblicare questo mio appello a Voi, hanno il mio pieno consenso a farlo.

Auspico anzi che da tale lettera possa eventualmente nascere una petizione da sottoporre alla cortese attenzione del Ministero della Salute, al fine di sensibilizzarlo ulteriormente al problema, poiché al di là della preoccupazione di alcuni cittadini per questa influenza suina - preoccupazione esclusivamente generata dal vergognoso ed ingiustificato allarmismo dei media tradizionali (un vero e proprio "terrorismo mediatico")- tanti italiani sono contrari al vaccino, lo reputano inutile e nocivo e vi intravedono i forti interessi lobbistici di Big Pharma, se non il tentativo di introdurre politiche di "militarizzazione" della sanità e di recare danno alla salute della popolazione.

Nella speranza che gli argomenti esposti possano essere da Voi presi in considerazione, Vi porgo distinti saluti.

Romina Power

giovedì 17 settembre 2009

La Suina perde colpi

Sempre più fonti parlano della bassa contagiosità della Suina. Anzi, qualche fonte parla, addirittura, di minore contagiosità rispetto alla comune influenza stagionale. Queste evidenze affiorano senza rumore, ma sono in costante aumento. Il terrore seminato nei mesi scorsi, con il doveroso rispetto della pausa estiva e del sacrosanto diritto alle ferie agostane, sembra uscire del tetro scenario artatamente costruito dai media su fonti cosiddette ufficiali. Ma la gente, la massa, cosa sa a proposito? Stamattina, accompagnando le mie bimbe a scuola, ho letto la locandina di Repubblica Bologna dove campeggiava questo titolo: "Contro la nuova influenza schierati anche i medici in pensione". Perché tanto impegno a creare allarme? Perché tanto accanimento? Dov'è l'etica. Addirittura, il Consiglio Superiore di Sanità ha dato parere favorevole alla vaccinazione delle donne incinte al secondo o al terzo mese di gravidanza e ai bambini sopra i 6 mesi di età.
L'allarmismo, purtroppo, è parte integrante della medicina. Ancor di più se al patoallarmismo* si associa il business. Mi tocca correggere il tiro, allora, e dire che la Suina è molto contaggiosa, ma per l'economia.
Prestiamo attenzione. Apriamo gli occhi e le orecchie. Soprattutto, ragioniamo.
La salute è un diritto che non deve passare per forza dalla cura della malattia. O dalla prevenzione di malattie virtuali.
Di questo concetto dobbiamo essere più che consapevoli: dobbiamo assumercene la responsabilità! Verso noi stessi e verso gli altri.
Primi fra tutti: i nostri figli e le future generazioni.

* Patoallarmismo è un termine coniato dal sottoscritto per identificare la tendenza a creare e diffondere allarme e apprensione sulle malattie.

Altri contributi sul tema:
La febbre suina influenza il business
http://comunicareperlasalute.blogspot.com/2009/09/la-febbre-suina-influenza-il-business.html
Combattere l'influenza con la conoscenza
http://comunicareperlasalute.blogspot.com/2009/09/combattere-linfluenza-con-la-conoscenza.html
L'influenza A/H1N1 non deve terrorizzare
http://comunicareperlasalute.blogspot.com/2009/09/linfluenza-ah1n1-non-deve-terrorizzare.html
Febbre suina, febbre dell'oro
http://comunicareperlasalute.blogspot.com/2009/07/febbre-suina-febbre-delloro.html

martedì 8 settembre 2009

L'influenza A/H1N1 non deve terrorizzare


Quello che sappiamo per certo di questo nuovo virus influenzale A/H1N1, è che per ora si è dimostrato meno aggressivo della comune influenza stagionale. Diventa perciò difficile capire perché sia stato dichiarato lo stato di pandemia modificando addirittura i criteri della definizione (è scomparsa ad esempio l’elevata mortalità), come spiega Tom Jefferson della Cochrane vaccines field in un’intervista a Spiegel.
La bassa mortalità, riscontrata finora nei paesi dove l’A/H1N1 è già circolato ampiamente (dello 0,3% in Europa e 0,4% negli USA), potrebbe essere in realtà ancora inferiore a quella citata. In tal senso, invito caldamente a leggere la posizione ufficiale dell’Associazione Culturale Pediatri sulla nuova influenza A/H1N1.

Nonostante ciò, la notiziabilità deve essere alimentata. Il clima di terrore deve rimanere alto. Le mascherine guadagnano il primo piano, anche per accompagnare un defunto nell'ultimo viaggio terreno (è successo a Napoli). E qualcuno va oltre, richiamando il binomio sacro/profano, mescolando la fede con la scienza. Si potrà baciare la teca che contiene le ampolle con il sangue di San Gennaro in occasione della festa del 19 settembre prossimo? O esiste il pericolo di contagio diffuso? La decisione definitiva, pensate, sarà assunta dall'arcivescovo di Napoli, il cardinale Crescenzio Sepe, all'inizio della prossima settimana. Attendiamo fiduciosi.

giovedì 30 luglio 2009

Febbre suina, febbre dell’oro


La febbre suina, più elegantemente detta influenza A da virus H1N1, sta portando terrore tra i popoli e fatturati alla filiera del farmaco e agli speculatori del web. Secondo Altroconsumo, i farmacisti stanno approfittando della situazione fornendo la terapia senza richiedere la ricetta medica, com’è d’obbligo. Il farmaco più pubblicizzato, il Tamiflu di Roche, costa 36,8 euro a confezione ma su internet lo si può trovare al prezzo di £143 (167,76 euro, 10 capsule da 75mg), £287 (336,70 euro, 20 capsule da 75mg). In altri casi di acquisti online, un non meglio identificato “Tamiflu generico” passa da €55.00 per 5 pillole da 75 mg, a €102.00 per 10 pillole, a €284.00 per 30 Pillole, a €450.00 per 50 Pillole.
E poi altre opportunità di offerte, questa volta per Tamiflu originale,
  • 10 capsule da 75mg €150.00 (€15.00 l'una)
  • 20 capsule da 75mg €240.00 (€12.00 l'una)
  • 30 capsule da 75mg €305.00 (€10.16 l'una)
  • 40 capsule da 75mg €380.00 (€9.50 l'una)
  • 50 capsule da 75mg €455.00 (€9.10 l'una)
Tutto questo succede mentre gli esperti dicono di non ricorrere indiscriminatamente ai farmaci perché è inutile e anche dannoso a causa degli effetti collaterali.
E non parliamo della vaccinazione e degli interessi per il mercato dei vaccini.

Un invito, quindi, alla responsabilità, alla consapevolezza e alla consultazione del proprio medico di famiglia prima di prendere decisioni avventate, costose, inutili e dannose.