lunedì 5 settembre 2011

Cibo che ottunde

Abbiamo parlato spesso di stili di vita e salute, citando alimentazione e attività fisica tra i fattori più importanti. Trattando di stili di vita poco virtuosi, che ci orientano verso la malattia, ci siamo occupati di alimentazione squilibrata, di cibi spazzatura e di ridotta attività fisica. Il cibo non può essere ridotto a mero contenitore di calorie, né possiamo parlare solo di quantità e porzioni. La qualità del cibo deve essere eccellente per poter pensare seriamente alla salute.

Nel contempo, sia chiaro, la "nostra macchina" è stata costruita per essere in movimento e non può sopportare un'eccessiva staticità. La sedentarietà fisica, lo sappiamo, è all'origine di molti disturbi della società attuale: sovrappeso, obesità, diabete, stipsi, malattie cardiovascolari, malattie articolari, disturbi muscolari e tendinei, varici venose ed emorroidarie, tumori, ecc... Ma più della sedentarietà fisica, colpisce la sedentarietà mentale. I danni procurati dallo stato di standby dei nostri neuroni sono ben peggiori, interessano una popolazione sempre più vasta e si trasmettono "a macchia d'olio" nella comunità, passando di generazione in generazione. Ciò provoca un progressivo ottundimento che conduce al vivere inconsapevole. La procurata inconsapevolezza, purtroppo, è condita di apparente beatitudine che alimenta il circolo vizioso. In ciò i mezzi di comunicazione di massa, giocano un ruolo di primissimo piano. Il decalogo di Noam Chomsky (Massachusetts Institute of Technology) ce ne fornisce la prova e ci stimola a riflettere sulla miriade di imput a cui siamo sottoposti quotidianamente, soprattutto se rimaniamo utenti passivi. Riappropriamoci, dunque, delle nostre facoltà mentali, ri-accendiamo i nostri neuroni, diamo nuovo impulso al ragionamento che ci distingue dagli animali.

Una lettura del decalogo può procurarci consapevolezza. Se così fosse, non allarmiamoci. Rileggiamo di nuovo e ancora, finché non ne saremo appagati.

È una terapia efficace, senza effetti collaterali.

Non necessita di prescrizione medica ed è esente da ticket SSN.

La si può assumere a qualsiasi età, in gravidanza e in corso di allattamento, in condizioni di salute e di malattia, se siamo depressi o eccitati, anche prima di metterci alla guida della nostra auto, prima di addormentarci o al risveglio, prima e dopo i pasti.

La posologia consigliata si avvale di più somministrazioni giornaliere, per cicli terapeutici ripetibili durante tutto l’arco dell’anno.

Da suggerire ad amici e conoscenti.





1-La strategia della distrazione
L’elemento primordiale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel deviare l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dai cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche, attraverso la tecnica del diluvio o inondazioni di continue distrazioni e di informazioni insignificanti. La strategia della distrazione è anche indispensabile per impedire al pubblico d’interessarsi alle conoscenze essenziali, nell’area della scienza, dell’economia, della psicologia, della neurobiologia e della cibernetica... mantenere la popolazione occupata, occupata, occupata, ...

2- Creare problemi e poi offrire le soluzioni
Questo metodo è anche chiamato “problema-reazione-soluzione”. Si crea un problema, una “situazione” prevista per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si desiderano far accettare. Ad esempio: lasciare che dilaghi o si intensifichi la violenza urbana, o organizzare attentati sanguinosi, con lo scopo che il pubblico richieda le leggi sulla sicurezza e le politiche a discapito della libertà. O anche: creare una crisi economica per far accettare come un male necessario la retrocessione dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici.

3- La strategia della gradualità
Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, col contagocce. E’ in questo modo che condizioni socioeconomiche radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte durante i decenni degli anni ‘80 e ‘90: stato minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione in massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero state applicate in una sola volta.


4- La strategia del differire
Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come “dolorosa e necessaria”, ottenendo l’accettazione pubblica, al momento, per un’applicazione futura. E’ più facile accettare un sacrificio futuro che un sacrificio immediato. .... la massa, ha sempre la tendenza a sperare ingenuamente che “tutto andrà meglio domani” e che il sacrificio richiesto potrebbe essere evitato. Questo dà più tempo al pubblico per abituarsi all’idea del cambiamento e accettarlo in modo rassegnato quando arriverà il momento.

5- Rivolgersi al pubblico come ai bambini
La maggior parte della pubblicità diretta al gran pubblico, usa discorsi, argomenti, personaggi e una intonazione particolarmente infantile, come se lo spettatore fosse un bambino o un inabile mentale. In tal modo l'individuo reagirà in assenza di senso critico come un bambino, per l'appunto.

6- Usare l’aspetto emotivo molto più della riflessione
Sfruttare l'emozione è una tecnica classica per provocare un corto circuito dei percorsi razionali. Inoltre, l'uso del registro emotivo permette di aprire la porta dell’inconscio dove inoculare idee, desideri, paure, timori, compulsioni, ... e indurre comportamenti.

7- Mantenere il pubblico nell’ignoranza e nella mediocrità
Far sì che il pubblico sia incapace di comprendere le tecnologie ed i metodi usati per il suo controllo. La qualità dell’educazione deve essere la più povera e mediocre possibile.

8- Stimolare il pubblico ad essere compiacente con la mediocrità
Spingere il pubblico a ritenere che è di moda essere stupidi, volgari e ignoranti ...

9- Rafforzare l’autocolpevolezza
Far credere all’individuo che è soltanto lui il colpevole della sua disgrazia, per causa della sua insufficiente intelligenza, ... Così, invece di ribellarsi contro il sistema economico, l’individuo si auto-svaluta e s'incolpa, cosa che crea a sua volta uno stato depressivo che porta alla passività.

10- Conoscere gli individui meglio di quanto loro stessi si conoscono
Negli ultimi 50 anni, i rapidi progressi della scienza hanno generato un divario crescente tra le conoscenze delle masse e quelle possedute e utilizzate dalle élites dominanti. ...Il sistema è riuscito a conoscere meglio l’individuo comune di quanto egli stesso si conosca. Questo significa il sistema esercita, sull'individuo, un controllo maggiore di quello che lo stesso individuo esercita su sé stesso.



Immagine tratta da: Moving Images, Moving People!

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