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martedì 18 ottobre 2011

Il salto che nuoce alla salute


Una risorsa sempre più rara e preziosa, in una società che va sempre più di fretta? Il tempo! La mancanza di tempo può condizionare le nostre scelte alimentari? Sì! La mancanza di tempo può condurre a comportamenti scorretti? Sì. Ecco alcuni esempi.

venerdì 25 settembre 2009

Biovending, un incentivo al consumo di cibi sani


"BIOVENDING" è un progetto pilota cofinanziato dal ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, e promosso dall' associazione dei produttori biologici e biodinamici dell'Emilia Romagna, ProBER.
Il progetto coinvolgerà fino all'inizio del 2010 gestori, scuole, ospedali e aziende per incentivare i consumi collettivi e le scelte orientate ai prodotti biologici.
Inoltre, servirà a monitorare la sensibilità dei consumatori verso i cibi biologici, verificare l'efficacia di un canale di vendita alternativo, studiare le modalità organizzative e i costi della filiera con sistema di distribuzione automatica.

venerdì 29 agosto 2008

La sanità agevola la malattia?


Non sono fumatore ma so che è vietato vendere sigarette et similia ai minorenni. Benissimo! Mi sembra il minimo per preservare in qualche punto della filiera i più piccoli e far opera di disturbo al circolo vizioso. Ma cosa succede quando la rivendita di tabacchi è chiusa e si ricorre al self service? Oggi ho scoperto, per caso, che la macchina distributrice automatica del fumo richiede un documento elettronico che attesti l’età dell’acquirente attraverso il codice fiscale. Benissimo, mi son detto. E chi può garantire, tra gli altri, la buona fede dell’acquirente consumatore di sostanze poco salutari? La tessera sanitaria!? Il mio amico Chicco, esperto fumatore, l’ha inserita nell’apposita fessura del dispenser e ha avuto immediatamente il lasciapassare per l’acquisto del fumo. La tessera sanitaria, altrimenti detta TESSERA EUROPEA DI ASSICURAZIONE MALATTIA (vedi retro), ha assolto la sua funzione alla lettera. Ha contribuito a dare assicurazione di malattia a medio-lungo termine!
E poi ci lamentiamo del malfunzionamento della sanità.

giovedì 20 marzo 2008

I distributori automatici di alimenti e bevande possono diventare virtuosi?


Lo dicono lo Statuto dei Lavoratori e i regolamenti sulla sicurezza nei luoghi di lavoro: ogni 4 ore si deve interrompere l'attività che si sta svolgendo, per almeno 15 minuti, magari per un caffé. Non meraviglia, quindi, se in Italia si sfiorano i 6 miliardi di consumazioni ai distributori automatici: 4 miliardi di caffè, 650 milioni di bottigliette d'acqua, 604 milioni di altre bevande. Impossibile non passarci accanto: in Italia c'è un distributore automatico ogni 35 abitanti. La distribuzione automatica si propone di incentivare il consumo di frutta e verdura nei giovani, di sviluppare la capacità di scegliere consapevolmente un alimento, di riscoprire e valorizzare i prodotti dell'agricoltura locale. L'idea è eccellente! E' bene ricordare, però, che i prodotti salutari rappresentano solo il 7% delle merci presenti in tutti i distributori.