giovedì 30 luglio 2009

Malattia e PIL

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"Non troveremo mai un fine nel mero perseguimento del benessere economico ... non possiamo misurare i successi di un paese sulla base del Prodotto Interno Lordo. Il PIL misura tutto, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta" (Bob Kennedy, 18 marzo 1968)

Sono passati più di 40 anni e continuiamo a promuovere la malattia, parliamo di cure innovative, di nuovi farmaci, di nuovi strumenti diagnostici sempre più sofisticati per scoprire malattie da curare in fase precoce con trattamenti lunghi e costosi, che spesso durano per l’intera vita. È questo il rapporto tra malattia (Business) e PIL (Prodotto Interno Lordo). Dovremmo promuovere la salute, il buon senso direbbe, ma si abbatterebbero i costi in modo trasversale e si inciderebbe negativamente sul PIL. Una lotta impari tra chi vorrebbe far crescere lo stato di salute (Davide) e chi s’impegna per la crescita del PIL (Golia).
Io credo che Davide possa colpire nel segno.
E voi?

4 commenti:

  1. Ovvio ma difficile. Il tempo è sempre più scarso per intervenire a favore di Davide. I vantaggi ci sarebbero anche in termini di guadagni per il PIL. Più produttività, meno giornate lavorative perse, meno costi INAIL per le imprese, ecc. ecc. Si deve solo iniziare a percorrere una strada parallela, senza togliere spazi al PIL. Il resto verrà.

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  2. Credo sia giunto il tempo che le differenti politiche facilitino le persone nell’esprimere scelte consapevoli orientate alla salute propria e della comunità nella quale vivono e rendano più difficili quelle scelte che alla salute nuocciono, muovendo dalla consapevolezza e dalla convinzione che non si può cambiare gli stili di vita individuali senza cambiare il contesto sociale della vita di ogni giorno: salute e malattia sono strettamente interrelate con la famiglia, la scuola, l’ambiente, il posto di lavoro, i trasporti, le relazioni sociali, ecc.

    L’ideale sarebbe che ciascuno di noi facesse propria la “cultura della salute” e che la suddetta non fosse limitata soltanto ai cosiddetti “addetti ai lavori”, in modo tale che ciascuno di noi possa arrivare a conoscere, valutare e indirizzare i propri comportamenti e stili di vita, e conseguentemente ad assumere il controllo della propria salute al fine di migliorarla.

    L’auspicio è pertanto che Davide possa “colpire nel segno”, dando vita ad un movimento di comunità che faccia della salute un reale obiettivo prioritario della vita sociale.

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  3. Un movimento di comunità! Ben detto Susanna. Il letargo delle coscienze è sempre più profondo. Il sonno più cupo. Apparentemente senza incubi. Ma deleterio per la salute del libero pensiero. Così è deciso da chi detiene il potere mediatico. Sappiamo quanto sia efficace la parola - scritta e parlata - e soprattutto il confronto delle idee e delle opinioni. Credo che gioverà a tutti riprendere il buon costume di parlarsi e di scambiarsi idee, pensieri, punti di vista. Basta iniziare. Con un passo alla volta, con il primo passo. Poi sarà sempre meno faticoso. Un viaggio, anche lungo, inizia sempre con il primo passo.

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  4. Basta dibattiti... azione!
    Senza aspettare i miei soldi attraverso ASL... non ce ne sono più!

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